lunedì 17 maggio 2010
Settanta gatte, usate come cavie, ora sono libere, e una volta riabilitate, avranno bisogno di una casa!
Una nuova vita aspetta Tullia, Beatrice, Tecla, Agatha e compagne. Sono le settanta gatte sopravvissute a un decennio di sperimentazione all'Università di Pisa e ora in affidamento alle associazioni Lav e Icare Italia. Fin da piccole sono state destinate a verificare l'efficacia di vaccini contro l'immunodeficienza felina, malattia indotta da un virus simile a quello che provoca l'Aids nell'uomo (ma la patologia dei gatti non è trasmissibile alla nostra specie). Uscite dai laboratori, hanno cominciato un percorso riabilitativo. I volontari le aiuteranno a sviluppare la muscolatura atrofizzata (hanno vissuto in gabbie), ad arrampicarsi, a giocare e, con il tempo, a fidarsi dell'uomo. Le ex cavie potranno contare inoltre sull'aiuto di guide preziose: gatti con il loro stesso percorso (e ora riabilitati), che saranno un punto di riferimento per una nuova vita. Quindi, ritemprate, saranno pronte per essere adottate.
Per informazioni: lav.it